Vendere per crescere
Il premier Mario Monti ha fatto bene a dichiarare che l’Italia non ha bisogno della protezione paralizzante di istituzioni internazionali per un sedicente salvataggio dell’Italia. Con questa affermazione, intendeva parlare della richiesta di aiuto del Fondo europeo di stabilizzazione e sviluppo o dello Strumento europeo di stabilizzazione, che entrerà in funzione da luglio, e del Fondo monetario internazionale.

Il premier Mario Monti ha fatto bene a dichiarare che l’Italia non ha bisogno della protezione paralizzante di istituzioni internazionali per un sedicente salvataggio dell’Italia. Con questa affermazione, intendeva parlare della richiesta di aiuto del Fondo europeo di stabilizzazione e sviluppo o dello Strumento europeo di stabilizzazione, che entrerà in funzione da luglio, e del Fondo monetario internazionale. Ciò comporterebbe di esser messi sotto tutela dall’Unione europea e dalla comunità finanziaria internazionale con la conseguenza di essere pervasi da una sensazione di umiliazione che toglie la capacità di fare da sé scelte coraggiose. A Monti ha dato una mano indirettamente il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, il quale ha dichiarato che l’Italia è nella condizione di poter superare da sola tutte le sfide.
Monti ha pronunciato la sua frase in connessione con il provvedimento per la crescita, che però non ha ancora visto la luce e che sarà approvato forse nel Consiglio dei ministri di domani. Il varo di misure anche non di grande dimensione per l’attenuazione della recessione, specie se indirizzate a rafforzare la competitività e quindi le esportazioni, darebbe una smentita concreta all’affermazione del Wall Street Journal secondo cui l’economia italiana è moribonda.
Monti ha pronunciato la sua frase in connessione con il provvedimento per la crescita, che però non ha ancora visto la luce e che sarà approvato forse nel Consiglio dei ministri di domani. Il varo di misure anche non di grande dimensione per l’attenuazione della recessione, specie se indirizzate a rafforzare la competitività e quindi le esportazioni, darebbe una smentita concreta all’affermazione del Wall Street Journal secondo cui l’economia italiana è moribonda.
Ma ancor più convincenti sono altre due mosse altamente desiderabili. Innanzitutto la riduzione della spesa pubblica per 12 miliardi di euro, 4 quest’anno e 8 l’anno prossimo, per evitare il nuovo aumento di Iva preventivato per gli obiettivi di contenimento del deficit e poi di pareggio del bilancio.
Infatti solo in questo modo è possibile evitare un inasprimento della recessione e quindi centrare il pareggio. D’altra parte senza questa operazione si allontanerebbe la ripresa della crescita e quindi il rapporto debito/pil non scenderebbe al di sotto del 120 per cento, come è necessario per rassicurare i mercati. Ma c’è anche un’altra mossa che contribuirebbe a rendere più credibile l’affermazione di Monti secondo cui l’Italia può risolvere da sé i propri problemi: la dismissione di beni del patrimonio pubblico per ridurre il debito pubblico. Finora questo tema è rimasto sotto traccia. Ma ieri è stato menzionato esplicitamente dal premier. Bene. Adesso si passi dalle parole ai fatti.
Infatti solo in questo modo è possibile evitare un inasprimento della recessione e quindi centrare il pareggio. D’altra parte senza questa operazione si allontanerebbe la ripresa della crescita e quindi il rapporto debito/pil non scenderebbe al di sotto del 120 per cento, come è necessario per rassicurare i mercati. Ma c’è anche un’altra mossa che contribuirebbe a rendere più credibile l’affermazione di Monti secondo cui l’Italia può risolvere da sé i propri problemi: la dismissione di beni del patrimonio pubblico per ridurre il debito pubblico. Finora questo tema è rimasto sotto traccia. Ma ieri è stato menzionato esplicitamente dal premier. Bene. Adesso si passi dalle parole ai fatti.